Fifty – Julia Marmi

Fifty

Per celebrare i 50 anni di attività dell’azienda, la Julia Marmi di Cividale del Friuli ha indetto il concorso “Fifty” per l’ideazione di un oggetto o rivestimento in Pietra Piasentina da dedicare all’area bagno/wellness.
Tra le principali specifiche vi era l’obbligo ad utilizzare la Pietra Piasentina come materiale principale con una presenza di materiali diversi non superiore al 10%. I primi criteri di valutazione risultavano poi essere:
– Progetto – fino 35 punti;
– Originalità – fino 25 punti;
– Utilizzo del materiale – fino 30 punti;
– Economicità produzione – fino 10 punti;
Ecco una breve presentazione dei progetti proposti

Oggetto: lampada

Il progetto nasce dall’intenzione di portare all’interno dell’ambiente bagno/area wellness forme e funzioni che sappiano nobilitare un materiale naturale che, come la pietra piasentina, viene pensato quasi esclusivamente nelle sue applicazioni legate all’edilizia.
L’accostamento di prismi a base esagonale si propone di evocare paesaggi quasi fantastici come “il sentiero dei giganti” della costa irlandese che riescono al contempo ad esprimere sia la forza più brutale della natura, sia la tensione all’altro e all’elevazione.
Il prisma è poi troncato nella parte superiore con un taglio a 45° che dona ulteriore slancio alla struttura donando maggiore leggerezza alla composizione, evocando al contempo le forme delle più diffuse strutture cristalline. L’inserimento di una fascia luminosa sulla faccia obliqua, che si raccorda poi ad una delle facce principali del prisma vuole introdurre, su una struttura opaca, quei bagliori che rendono così nobili le pietre più preziose.
L’assieme si presenta quindi come sintesi ideale dei concetti primordiali legati alla roccia, alle sue forme ed espressioni. La forza e la solidità, rappresentate alche dal colore grigio della pietra piasentina, incontrano la leggerezza delle forme e la luminosità dei cristalli.

La realizzazione della lampada prevede l’utilizzo delle più comuni tecnologie alla base della lavorazione della pietra. Il taglio a sega può infatti essere il punto di partenza per l’ottenimento della forma prismatica, che verrà poi rifinita mediante forature per il passaggio dei cavi e fresature per l’inserimento del corpo luminoso.
L’utilizzo di strisce LED, inserite in profili di alluminio curvabili e resistenti all’acqua, consente un semplice assemblaggio delle componenti elettriche, rendendole adatte anche ad ambienti umidi. La possibilità poi di utilizzare strisce LED RGB controllate mediante comando remoto può rivelarsi una soluzione ideale per la cromoterapia, sempre più presente negli ambienti dedicati al benessere.
Il fissaggio dei prismi in pietra su una base metallica dotata di appositi inserti tubolari ne garantisce la stabilità e fornisce un’ottima protezione delle parti elettriche, quali trasformatore o connettori, da acqua ed umidità. L’impermeabilizzazione dell’alloggiamento del controller elettrico può essere ulteriormente migliorata dalla semplice applicazione di guarnizioni toroidali in gomma reperibili con estrema facilità sul mercato.
L’ancoraggio della base metallica ai corpi lapidei è affidato a inserti filettati autoancoranti (tipo Keep-nut-Specialinsert) che permettono il fissaggio mediante viti. In tal modo è possibile rimuovere la base per ispezioni o manutenzione dei cablaggi.
I 3 corpi prismatici possono essere vincolati l’uno all’altro mediante l’utilizzo di barre filettate cave che, oltre al fissaggio, provvedono a garantire un ottimale passaggio dei cavi da un corpo a quello adiacente. La fresatura cilindrica alla base di ogni prisma, la stessa che consente l’inserimento degli innesti tubolari della base, garantirà un accesso agevole ai dadi di bloccaggio alle estremità della barra filettata.
I profili in alluminio per l’alloggiamento della striscia LED possono essere fissati all’interno dell’apposita fresata mediante incollaggio a mezzo viti.

Lampada da terra TIPO A: peso stimato 128 kg x 0,048 mc di pietra + 0,0007 mc altri materiali
Lampada da tavolo TIPO B: peso approssimativo 31 kg x 0.011 mc di pietra + 0,0006 mc altri materiali

Rivestimento

Partendo dalla più classica delle forme del modulo di rivestimento, una piastrella di forma quadrata, 60×60 cm, si è inteso dare luminosità e movimento al materiale di base mediante la realizzazione di un pattern a bastoncini e l’inclusione di alcuni elementi metallici.
La trama, riprodotta in modo uguale su ogni elemento/piastrella, si presenta come un intreccio apparentemente casuale di linee rette, larghe 10 mm, realizzate mediante fresatura profonda ~1,5 mm, sulla superficie levigata e lucida di pietra piasentina.
Ogni solco contribuisce alla creazione di un motivo decorativo che, per effetto dell’opacità e della lieve tridimensionalità conseguente alla lavorazione, dona movimento alla superficie lucida mediante una continua alternanza di toni all’interno di un ideale reticolo cristallino.
All’interno di alcuni segmenti che costituiscono il motivo decorativo vengono applicati inserti in metallo ricavati mediante taglio al laser da lastre di acciaio o ottone dello spessore di 15/10. Questi piccoli elementi metallici, applicati mediante incollaggio e/o fissaggio con perni passanti, vogliono richiamare idealmente piccole pagliuzze d’oro o argento incluse nel substrato di pietra piasentina. La finitura lucida delle superfici metalliche, grazie ai marcati riflessi tipici di questo materiale, contribuisce a creare piccole schegge di luce sulla superficie grigia della pietra.
Il reticolo decorativo è realizzato sulla base di un disegno che consenta l’accostamento delle piastrelle garantendo sempre la continuità del pattern, indipendentemente dall’orientamento di ogni tassello. Ciò permette la realizzazione di facciate e rivestimenti senza soluzione di continuità della trama, in un costante alternarsi di luci ed ombre.

La realizzazione di una texture mediante fresatura della faccia superiore della piastrella permette di creare una discontinuità della superficie che consente l’utilizzo delle lastre anche per il rivestimento di pavimenti. I piccoli solchi contribuiscono infatti a ridurre la scivolosità delle lastre che, per l’uso in ambienti umidi, possono essere lavorate superficialmente a fiamma così da garantire la massima rugosità del pavimento, evidenziando al contempo il contrasto con gli inserti metallici lucidi e le naturali marezzature della pietra piasentina.